Evidentemente, quando si sono recati a Santosper contrattare l'acquisto di Zé Eduardo, i dirigenti del Genoa devono essersi guardati intorno, e hanno trovato altri elementi interessanti. Tra questi c'è il sedicenne Jean Chera, ennesima promessa del vivaio bianconero, che nelle ultime ore è stato avvistato a Genova in compagnia del padre per firmare un contratto con il Grifone.
Tutto regolare? Macché: il Santos non ha mai autorizzato nessuna trattativa, e ora minaccia di rivolgersi alla FIFA per avere giustizia. Il fatto è che Chera ha sì un contratto con il Santos, ma non da professionista, il che lo rende (stando a quanto riferiscono da via Ronchi) contattabile da chicchessia. Non la vedono così i dirigenti santisti, secondo cui invece il contratto non è un tipico contratto giovanile bensì un contratto di "formazione e immagine", con una clausola rescissoria da 1 milione di euro, ben più alta dell'eventuale penale che i liguri dovrebbero pagare in caso di acquisizione unilaterale.
Che Jean Chera sia ai ferri corti con la società non è notizia nuova: già a gennaio il padre-procuratore del giocatore aveva rifiutato di firmare il contratto da pro chiedendo uno stipendio molto più alto di quello offertogli e rifiutando deisamente la clausola rescissoria da 30 milioni di reias. Da allora, per questo motivo, il ragazzo sta facendo panchina: un tira e molla che finirà probabilmente col danneggiare entrambe le parti in causa. Non è noto a quanto ammonti l'offerta genoana: presumibilmente però sarà decisamente maggiore dei 30.000 reias annui che ora Chera percepisce, senza contare l'opportunità di un palcoscenico europeo. Se il Genoa vorrà comunque acquistarlo, sostenendo l'ormai inevitabile battaglia legale con i brasiliani, è ancora tutto da vedere.

Nessun commento:
Posta un commento