lunedì 13 giugno 2011

Piacenza, il presidente Garilli intenzionato a non iscrivere la squadra alla Lega Pro

Schifato dal calcioscommesse, Fabrizio Garilli non ha l'intenzione di iscrivere il Piacenza, appena retrocesso, al campionato di Lega Pro. Il presidente della società emiliana lo ha annunciato dopo il doppio pareggio con l'Albinoleffe che è costato la serie B: "Le recenti inchieste - ha detto - hanno fatto emergere un calcio violentato da scommesse illecite. Il campionato è falsato e, nonostante le nostre richieste, non abbiamo ottenuto la sospensione dei play out".

Il Piacenza rischia così di sparire. Se entro il 30 giugno, Garilli non dovesse cambiare idea, con il Piacenza uscirebbe di scena anche una delle proprietà più longeve del calcio italiano, visto che la sua famiglia guida la società da 29 anni, otto dei quali trascorsi in serie A. Salendo alla ribalta anche per alcune iniziative come la prolungata rinuncia a calciatori stranieri e il contributo all'Unicef che compare come sponsor sulle maglie."Nel Piacenza - ha spiegato Garilli - abbiamo profuso 100 milioni. Abbiamo sempre creduto in un calcio pulito, rispettando le regole e inviando messaggi tangibili come dimostrano il nostro sostegno all'Unicef e tante altre iniziative". Il Piacenza è toccato dallo scandalo del calcioscommesse con il presunto coinvolgimento del difensore Carlo Gervasoni e di altri biancorossi nell'ipotizzata 'combine' di Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso, che finì 3-0 per i bergamaschi.La dirigenza piacentina aveva anche chiesto alla federazione di sospendere quei play out che hanno poi decretato la retrocessione in Lega Pro del Piacenza dopo il doppio pareggio con l'Albinoleffe. Un campionato che però la squadra rischia di non fare. Il sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, aveva già dichiarato qualche mese fa la disponibilità ad affrontare la difficile situazione. "Ora però - ha precisato il sindaco - le cose sono più problematiche. Mi auguro che nessuno si sottragga alle sue responsabilità e che il Piacenza non venga lasciato solo".
Un appello lanciato anche dal deputato leghista Massimo Polledri. La vicenda del calcioscommesse è però solo l'ultima goccia della disaffezione del presidente, secondo Gigi Cagni, l'allenatore dei giorni d'oro del Piacenza. "Fabrizio Garilli - ha detto ai microfoni di Sky Sport - non è un grande appassionato di calcio, ha mantenuto la società solo nel nome del padre, ha fatto l' errore di far dirigere la squadra a Riccardi, ha dato mandato a una persona che non era giusta perché non si era mai occupata di calcio. In ogni caso mi dispiace tantissimo perché venti anni di attività ad alti livelli sono stati fatti: vederla finire così è una cosa che mi fa male".

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