In questi giorni continua la protesta dell'Inter contro tutti per gli attacchi a Giacinto Facchetti. Ma dopo il gran chiasso dei giorni scorsi forse è arrivato il momento di mettere le cose un pò in ordine e chiarire cosa sta succedendo. Durante Calciopoli nel giugno 2006 successe di tutto, Palazzi dopo aver esaminato intercettazioni e carte, chiese pene severe, esemplari. I conseguenti gradi giudizio ammorbidirono quelle richieste del procuratore federale, che comunque rimasero pesanti per tutte le squadre. Tornando con la mente ad allora, nessuno ricorda una risposta così aggressiva come quella dell'Inter (di questi giorni). La Juventus scaricò frettolosamente Moggi, lo stesso fece il Milan con l'addetto agli arbitri Meani e così via tanti altri. Ognuno ammise di parlare con gli arbitri, chi lo faceva per comandare (anche se Moggi dice il contrario), chi invece per reagire ad una dittatura. Tra queste c'era anche l'Inter, ma quelle intercettazioni finirono nel dimenticatoio nè Palazzi nè Borrelli - accecato dalla voglia di affossare il Milan dell'odiato nemico Silvio Berlusconi - portarono a galla quelle intercettazioni che restarono inascoltate, anzi nemmeno sbobinate. Oggi dopo la rivelazione di queste al processo penale di Napoli a carico di Luciano Moggi, queste intercettazioni sono state rese disponibili, ma solo grazie ad un esposto presentato nel Maggio 2010, dalla Juventus, Palazzi cominciò ad occuparsene. Da notare bene che nel Maggio 2010 il reato non era ancora prescritto (per le società di calcio devono passare 5 anni). Palazzi però si prese tutta la calma, passò un anno e siamo giunti ai nostri giorni. Un mese dopo la prescrizione del reato Palazzi si è ricordato che l'Inter aveva anch'essa violato l'art.1 del codice sportivo. Perchè tutto questo ritardo? Non è dato saperlo, ma passiamo al dopo. La relazione di Palazzi è stata molto chiara, l'Inter con il suo allora presidente Giacinto Facchetti e il maggior azionista di maggioranza Massimo Moratti hanno violato l'art 1 del codice sportivo. Immediate le reazioni nerazzurre, che hanno fatto passare Palazzi, ritenuto un eroe dal 2006 fino alle 17.55 del 4 Luglio 2011, ad una persona poco stimata. La cosa che fa più specie è la reazione di Massimo Moratti che prima ha parlato di un'aggressione ad una persona che non c'è più, poi se l'è presa con la stampa rea di aver fatto la cronaca di questi giorni. Con il passare dei giorni le reazioni nerazzurre sono state sempre più esasperate è sempre più imbarazzanti, dalla foto di Facchetti sul sito, alla gigantografia sempre dell'ex presidente al raduno. E' proprio questa reazione che sta facendo pensare, nessuno fino ad adesso ha attaccato la persona Facchetti nè Palazzi nè la stampa, si valutano delle intercettazioni dove l'ex presidente nerazzurro è a colloquio con i designatori arbitrali e da quelle si traggono le conclusioni. Quindi nessun attacco personale, solamente cronaca di quello che successe su delle prove inconfutabili. La reazione di Moratti & c. sta come a significare una certa speculazione sulla morte del povero Facchetti, sapendo che funzionava così, la Juventus e il Milan nel 2006 avrebbero avvelenato Luciano Moggi e Leando Meani, perchè su una persona defunta non si può dire nulla. Invece non è così, l'Inter dovrebbe fare un salto di qualità nello stile, non nascondersi dietro la morte di una persona per passarla liscia cosa che oltre a essere scorretta sta diventando squallida.

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