
Il tecnico Luis Enrique inizia con un riferimento a Francesco Totti, sempre assente per infortunio: "Tutti noi aspettiamo il suo miglioramento - dice -, ma non vogliamo rischiare e aspettiamo il suoi progressi". Poi il dopo-derby. "Il derby è passato - ha detto il tecnico - ora aspettiamo il prossimo con la voglia di riscatto. In questi giorni, però, ho visto la squadra con l'atteggiamento giusto, quello che mi aspettavo di vedere dopo una partita così intensa e carica di passione. Non mi è piaciuto come abbiamo giocato il derby: voglio portare la squadra a giocare per 90' come ha fatto nei primi 15', ma è una gara che mi ha insegnato a essere più freddo, vista tutta la passione di tifo che la circonda". Adesso c'è il Palermo, ostacolo duro. "È una buona squadra, non so se Mangia farà il 4-4-1-1 o il 4-4-2, se faranno il pressing alto o basso, se imiteranno la Lazio; io devo pensare ai miei, è fondamentale convincere i giocatori che quella è la strada giusta da seguire. Voglio che capiscano che cosa dobbiamo fare: ci deve essere l'intenzione di fare sempre lo stesso tipo di calcio, questo atteggiamento non lo cambio per vincere 1-0". Errori? Chi non ne fa? Io non so se sono un tecnico al top, ma ho fiducia nel mio lavoro, non devo fare la lotta con nessuno". Poi il progetto. "Sabatini dice che il progetto è al 50%, ma per me la percentuiale è più bassa, io sono molto esigente con me stesso, ma mi fa piacere che Sabatini pensi che stiamo facendo un buon lavoro. Non bisogna mai smettere di cercare giocatori che possono alzare il livello, ma per me la squadra più forte è quella che ho avuto il 31 luglio". Rebus attacco. "Borriello in campo? Per me ci sono cinque punte molto valide, devo chiedere all'arbitro se posso giocare in 12..". Ora il calendario è piuttosto duro, con Palermo, Genoa e Milan. "Ci sono 9 punti in gioco e siamo a -4 dal vertice: chi vince le prossime tre è in testa, o molto vicino".
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