lunedì 14 marzo 2011

Il calcio italiano è una giungla, per fortuna c'è l'Udinese

Domani l'Inter è attesa da una partita molto importante, ribaltare lo 0-1 di San Siro non sarà semplice, visto la prova del Bayern Monaco, sabato scorso contro l'Amburgo. In ogni caso, anche quest'anno l'Italia calcistica deve affidare le proprie speranze ad una sola squadra. Un risultato che dovrebbe far riflettere il calcio italiano e dovrebbe portare tutti gli addetti ai lavori a invertire la rotta. Lo stato deficitario del nostro calcio ha molteplici cause, dagli stadi ai settori giovanili, dalle società ad una mentalità ormai vecchia e mai aggiornata. Il problema più grande però  è un altro. Per le squadre europee le vittorie si costruiscono in campo, giocando per vincere, cercando di mettere in difficoltà la squadra avversaria, in Italia non è così. Per i dirigenti di casa nostra le vittorie si costruiscono con le dichiarazioni durante la settimana, con provocazioni, accuse agli arbitri, piagnistei contro il palazzo. In un momento di crisi come questo, troviamo presidenti che accusano le squadre più forti, di essere più forti, presidenti che si sostituiscono ai giudici sportivi, nel dare sentenze per giocatori di altre squadre: "perchè il regolamento è chiaro". Volendo alimentare la polemica il regolamento è chiaro anche nel caso dei passaporti falsi, ma sarebbe solo un prolungare l'inutile polemica e far male ancora di più al nostro calcio. Anche perchè ormai, la lotta in Italia la si basa non sul bel gioco, ma sul piagnisteo più convincente Si usa ogni mezzo per vincere, dal laser a proteste fuori luogo. Pensare una cosa del genere in Inghilterra è da pazzi, più probabile in Spagna che essendo un paese latino è molto più simile all'Italia, ma questi limiti non vengono mai raggiunti. Per fortuna il calcio italiano non è solo questo, è anche altro o meglio è anche l'Udinese. La squadra di Guidolin è la faccia pulita del nostro calcio, un gioco spettacolare, risultati convincenti, una società intelligente capace di cercar sul mercato i migliori prospetti, e cercare degli addetti ai lavori, in grado di insegnare calcio. Una società modello, che nonostante le 5 sconfitte consecutive a inizio campionato ha confermato la fiducia a Guidolin e ha avuto ragione. Onore all'Udinese, onore al suo allenatore, onore al pubblico di Cagliari che nonostante la sconfitta si è alzato in piedi per applaudire gli avversari. Questo è il calcio che all'Italia manca, un calcio fatto di sportività e da una mentalità diversa. Il calcio è uno sport e in quanto tale deve vincere il più forte, non il più furbo.

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