Non è stata ancora quantificata la cifra, sulla quale stanno lavorando il presidente Andrea Agnelli e l’ad Beppe Marotta insieme con il resto Consiglio di amministrazione, ma i dirigenti della Juventus adesso hanno la garanzia che la Exor non si tirerà indietro di fronte al finanziamento del piano di sviluppo triennale. Da John Elkann, che ha presieduto l’assemblea dei soci Exor, l’azionista di riferimento che detiene il 60 per cento del club bianconero, è arrivato il disco verde per l’aumento di capitale che permetterà alla società guidata da Agnelli, ieri in prima fila nella sala dell’Unione Industriale intitolata allo zio Giovanni in quanto consigliere Exor, di ottenere risorse per il suo progetto industriale. «I prossimi Cda della Juve - ha detto Elkann decideranno gli obiettivi e, se ci sarà bisogno di sostegno, noi come Exor lo daremo». La Famiglia, dunque, non se ne lava le mani ma continua a considerare la Juventus un asset importante sotto l’aspetto economico e affettivo - del suo patrimonio. E sarà al fianco del club nel piano di rilancio che potrebbe già essere annunciato nel prossimo Cda, fissato per l’11 maggio. I margini di tempo sono infatti ridotti perché con un passivo di bilancio di circa 60-65 milioni da ripianare e una campagna acquisti che entrerà a breve nel vivo sarà importante individuare la cifra necessaria (si vocifera che la ricapitalizzazione sarà “consistente”, tra i 90 e i 120 milioni) per risanare le perdite - anche se la Juventus dispone di 70 milioni di riserve che potrebbero coprire il buco ma che impoverirebbero il club - e per rinforzare la squadra con un budget che permetta di arrivare ai due o tre big annunciati dall’ad bianconero Marotta. «Il mercato sarà fatto in estate - sottolinea Elkann -. L’anno scorso abbiamo già operato un grosso cambiamento, innestando tanti giocatori nuovi. La società ha fatto molto con Andrea per mettere in piedi un assetto sportivo che duri nel tempo».
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