La gravità dei fatti riferiti alla condotta di Luciano Moggi è già stata accertata, e fonda, a nostro parere, la decisione da parte della Commissione Disciplinare, di irrogare la preclusione nei suoi confronti. È una decisione importantissima che serve a non far dimenticare i fatti addebitati a Moggi, che sono di una gravità estrema». La procura federale della Figc, attraverso l'intervento di Stefano Palazzi, ha chiesto quest'oggi la preclusione nei confronti dell'ex dirigente della Juventus, opponendosi inoltre all'utilizzazione di «pretese nuove prove (le intercettazioni riguardanti Faccheeti e l'Inter in primis, ndr)» che la difesa di Luciano Moggi vorrebbe presentare davanti alla Commissione Disciplinare della federcalcio, chiamata a decidere sulla radiazione dell'ex direttore generale della Juventus.
«La procura si oppone all'utilizzazione di pretese ulteriori prove da parte della difesa - ha aggiunto Palazzi aprendo l'udienza in corso in un hotel a Roma - Non è possibile una revisione delle decisioni prese nel 2006 sulla base di pretesi elementi di prova emersi dal procedimento penale di Napoli. C'è opposizione ferma da parte della procura». Moggi, squalificato per 5 anni nel 2006, è imputato nel processo penale in corso a Napoli (il pm ha chiesto 5 anni e 8 mesi), dove sono state ammesse ulteriori intercettazioni telefoniche rispetto a quelle impiegate nei procedimenti sportivi di 5 anni fa. «Il coinvolgimento di altri soggetti, che c'era già stato anche nel 2006 - aggiunge Palazzi - non fa venir meno la gravità dei fatti già accertati» a carico di Moggi. Secondo il procuratore, poi, alcune tra le nuove telefonate confermerebbero la gravità della condotta dell'ex dg della Juventus.
La replica dei legali di Moggi non si è fatta attendere: «Insistiamo sulla nullità del deferimento a carico di Luciano Moggi per difetto di motivazione. Con il processo di Napoli, tutto è cambiato e non si può non tenerne conto. La sentenza dell'Alta Corte del Coni impone l'attualizzazione del procedimento che non può essere vincolato alle due sentenze del 2006 che erano frettolose e sommarie. Le intercettazioni di allora erano basate sulla selezione della magistratura inquirente. La richiesta di radiazione è dunque infondata». «Nel 2006 c'era la scena del crimine perfetta - ha aggiunto - la vittima era il calcio, il carnefice era Luciano Moggi. Ma oggi, la situazione non è più quella, il quadro è cambiato, e di tutto questo nell'atto del deferimento non c'è traccia. Dal 2006 oggi, mi chiedo, cosa abbiano fatto gli inquirenti. La richiesta di preclusione va respinta, mi pare che anche il procedimento di revoca dello scudetto dell'Inter dimostra come delle perplessità sui fatti del 2006 siano forti».
Fonte: la Stampa

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