sabato 22 ottobre 2011

Un Capello a tutto campo: "Non siederò mai sulla panchina dell'Inter"


A Catanzaro Fabio Capello è arrivato in serata, per ricevere il premio 'Nicola Ceravolo'. Qualche cronista gli domanda sul suo futuro, ma soprattutto se nel suo destino potrà esserci la panchina dell'Inter. Il c.t. dell'Inghilterra risponde così: "Ci sono delle squadre nelle quali non riesci mai ad andare. Avevo 18 anni ed Herrera chiese a Moratti padre di comprarmi, ma il presidente della Spal disse di no. Altre volte siamo stati vicini, ma non è mai andata in porto. Non c'è niente da fare: l'Inter è una squadra in cui non potrò mai andare, è come quando prendi un palo e la palla va fuori".

"L'incertezza del campionato di quest'anno? È merito del ritorno ad alti livelli di Juve e Milan". Capello fa il punto sulla A: "La Juve è partita bene e starei attento anche alla Roma. Hanno un bel potenziale e non fanno le coppe e questo è importante perché l'Europa brucia energie. Oltre all'Udinese, che non vedo nella lotta allo scudetto ma per un posto nella Champions, la vera realtà è il Napoli. Ora c'è un campionato veramente bello e anche l'Inter, gioco forza, dovrà arrivare con le prime". Quanto alla possibilità di vedere inglesi in serie A, Capello è categorico: "Non c'è speranza di vedere giocatori inglesi in Italia, almeno quelli di primo livello. In Inghilterra ci sono 4-5 squadre che vogliono essere competitive ed hanno budget seri. Solo Real Madrid e Barcellona potrebbero pensare di portare via qualcuno. I giocatori inglesi stanno bene in patria, guadagnano bene, si divertono e gli stadi sono pieni".


Ma dove andrà Capello dopo l'Europeo? "Sono coerente con quello che ho già detto - ha spiegato - e farò qualcos'altro: non siederò su una panchina italiana. Anche il ruolo di allenatore-manager, all'inglese, in Italia non mi piacerebbe. Credo di poter gestire sia il campo che il portafoglio, ma in Italia non c'è questa possibilità".

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